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XV Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie

         

Cos'è il 21 marzo

Dal 1995 ogni 21 marzo si celebra la Giornata della Memoria e dell'Impegno per ricordare le vittime innocenti di tutte le mafie. Il 21 marzo, primo giorno di primavera, è il simbolo della speranza che si rinnova ed è anche occasione di incontro con i familiari delle vittime che in Libera hanno trovato la forza di risorgere dal loro dramma, elaborando il lutto per una ricerca di giustizia vera e profonda, trasformando il dolore in uno strumento concreto, non violento, di impegno e di azione di pace.


Discorso conclusivo di don Luigi Ciotti (fondatore di Libera)

         

<< Oggi in questa piazza ricordiamo tutte le vittime della mafia e del terrorismo morte per la stessa ragione: per la giustizia e la democrazia.

Sapete bene che la Giornata per la Memoria e per l’Impegno nasce e si rinnova per essere non un evento, ma dentro il tempo è la storia delle persone, è la tappa di un cammino sociale, educativo, culturale che dura 365 giorni all’anno. Il modo vero di fare memoria è quello di impegnarci tutti i giorni di più, tutti. Per questo abbiamo scelto lo slogan “Legami di legalità, legami di solidarietà”. La responsabilità che è impegno, legalità, rispetto e pratica delle leggi. Rispetto e pratica delle leggi che deve essere di tutti. Di tutti. Vogliamo sentirci responsabili di un cambiamento. E’ il noi che vince, non l’io, non gli egoismi, ma il noi. La ricchezza della democrazie è data da chi ha il coraggio di portare avanti il proprio impegno per una cultura della vita, della legalità, della corresponsabilità, per una cultura della speranza. Non per i propri interessi e privilegi, ma per il bene comune. Questo è il nostro impegno.

Memoria e Impegno, Impegno e Memoria. C’è la voglia di trovare nel ricordo di chi è morto per la giustizia il punto di partenza per rafforzare le regole di una democrazia altrimenti fragile. Per favore, guardatele in faccia queste decine centinaia migliaia di persone, familiari di quelle persone a noi molto care che abbiamo ricordato ancora una volta con quei nomi che sono i volti, le storie, le speranze di chi abbiamo voluto ancora una volta incontrare. Quei nomi vogliamo farli nostri, imprimerli dentro di noi. Ora tocca a noi camminare perché i loro sogni, il loro impegno, la loro vita, camminino con le nostre gambe. Camminiamo amici tutti i giorni perché la democrazia viva nel nostro paese! E facciamolo insieme!

Abbiamo fatto in modo che ci fosse dignità, uguaglianza, rispetto per tutti. Abbiamo fatto in modo che non ci fossero morti di serie A e di serie B. Abbiamo fatto in modo che i morti continuino ad abitare davvero con i vivi.

In questa XV Giornata dell’Impegno e della Memoria, non inseguiamo la cronaca. Il nostro orizzonte è portare il nostro piccolo e umile contributo per costruire la storia nei nostri territori e nelle nostre realtà. Non abbiamo bisogno di piazze per ricevere consensi. Noi abbiamo bisogno di piazze per costruire di più la legalità, la giustizia, la vita. Per abbracciarci tutti, da oltre 15 anni per riempire il presente con qualcosa di più grande, che ci spinge a meno parole e più fatti. Abbiamo bisogno di concretezza. Vi prego: meno parole e più fatti, cominciando dalle nostre realtà!

Cari familiari, due cose ci avete sempre chiesto: giustizia e verità. Volete conoscere fino in fondo la verità che è dietro la morte dei vostri cari, e, soprattutto, chiedete giustizia. Giustizia per chi ha ammazzato, per chi ha taciuto, per chi ha depistato. Continuiamo sempre e sempre di più il nostro fare, il fare insieme, con voi, affinché ci siano verità e giustizia. Insieme, con il coraggio di dire basta. E guardare a quell’Italia bella, disponibile e generosa, convinta che più che le parole sono i fatti a parlare. E allora forza, forza tutti insieme. Oggi c’è tanto smarrimento e trovate in tanti ambienti rassegnazione. Ma più di questo ci spaventa l’indifferenza che è indurimento, egoismo, essere bisognosi di se stessi. Respingiamo quest’indifferenza e ribelliamoci all’impotenza. Facciamo in modo che a diventare normale non sia la corruzione, l’illegalità diffusa, le furbizie, ma che a diventare normale nel nostro paese sia la trasparenza, l’onestà, il rispetto delle regole. La corruzione non può esser normale, perché non è normale una società che ruba a se stessa. E dobbiamo sapere riconoscere e apprezzare le cose positive che ci sono. Dobbiamo sostenerle, incoraggiarle. Dobbiamo sempre essere capaci di distinguerle per non confonderle con le negative. Incoraggiare, sostenere, apprezzare sempre chiunque faccia del bene; non venga meno il coraggio della denuncia della parola.

Ci sono tanti segnali che ci preoccupano: questa per noi non è una crisi economica. Questa è anzitutto la crisi della politica e dell’etica! Questa è la crisi dei diritti!! La sofferenza che provo la voglio condividere con voi: non è possibile una concentrazione di poteri, di monopoli, di conflitti d’interesse che logorano i principi costituzionali e la democrazia.

Si fa fatica… Il problema del lavoro, dell’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, dell’indipendenza degli ordini di garanzia e della magistratura, della libertà d’informazione - perché l’informazione o è libera o non è informazione !! - . Credo che con umiltà si possa dire che tutto questo metta a rischio la democrazia, una democrazia a doppio registro: forte con i deboli e accomodante con i potenti. Non è possibile questa deriva, è una povertà culturale che ci circonda, che si arrende alle semplificazioni della propaganda e al suo sistematico rovesciamento della verità. Tante, troppe persone sono morte per la giustizia, per la democrazia, per la verità. Ed è per questo che ci permettiamo di richiamare tutti questi punti e tanti altri. Non c’è retorica, non c’è demagogia, c’è rispetto. Non possiamo dimenticarci che non si uccide solo con le armi, ma anche con il silenzio. Noi non vogliamo diventare complici di ingiustizie.

Un grazie, lasciatemelo dire, alle forze dell’ordine, alla magistratura. Grazie, non ci siamo mai dimenticati della vostra generosità e del vostro impegno e sappiamo bene che il vostro impegno non è semplice, non è facile. Ma siamo al vostro fianco: voi fate la vostra parte, noi faremo la nostra. [...] >>

        

Rassegna stampa
 
 
 
 
 
 
 

 (53.05 KB)Liberazione - 21 marzo 2010 (53.05 KB)

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